Un videogioco migliora le attività degli anziani

È triste doverlo ammettere, ma con il passare degli anni le nostre abilità cognitive calano progressivamente. In particolare la “funzione esecutiva” della nostra mente diminuisce coinvolgendo funzioni chiave della nostra vita quali attenzione, memoria, percezione e capacità di risolvere i problemi. Sembra esserci, comunque, una soluzione al problema. Gi scienziati dell’università dello Iowa hanno scoperto che, usando uno specifico videogioco, i soggetti di un esperimento, di età dai cinquant’anni in su, sono riusciti a interrompere questo processo d’invecchiamento e, in alcuni casi, anche a invertire la tendenza.

Il gruppo di scienziati, capitanati dal professor Fredric Wolinsky, ha iniziato la ricerca con 681 volontari e dividendoli in quattro gruppi. A un gruppo, assunto come controllo, fu chiesto di risolvere, al computer, schemi di parole crociate per un tempo totale di dieci ore. Agli altri gruppi fu chiesto, invece, di risolvere un videogioco esistente, “Road Tour”, impegnando il primo per dieci ore in laboratori, il secondo per quattordici ore, sempre in laboratorio, e il terzo per dieci ore a casa.

All’interno del gioco agli utenti è mostrato brevemente un veicolo e poi sono chiamati a portarlo fuori da un diagramma circolare scegliendo fra varie possibilità ed evitando un certo numero di elementi di distrazione. Come in tutti i videogiochi, man mano che si procede, i livelli successivi sono di difficoltà maggiore richiedendo maggior attenzione.

Quando sono stati controllati dopo un anno i partecipanti ai gruppi che avevano giocato per dieci ore, avevano migliorato e mantenuto le loro capacità cognitive e apparivano, sotto quest’aspetto, “ringiovaniti” in media di tre anni. Il gruppo che aveva giocato per quattordici ore risultò avere una media di quattro anni e il “record” è stato stabilito da un soggetto che ha avuto un miglioramento pari a sette anni.

Al confronto con il gruppo di controllo che aveva risolto le parole crociate, i giocatori hanno dimostrato un netto miglioramento nella concentrazione, una migliore agilità mentale quando si dovevano spostare, mentalmente, da un problema all’altro e, in generale, una maggiore velocità nel trattare mentalmente nuove informazioni.

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