Intelligenza Artificiale: Watson di IBM discute su tutto.

Il progetto Watson di IBM, forse uno dei più ambiziosi in materia di Intelligenza Artificiale, si arricchisce di una nuova e impressionante funzionalità. Interrogato su un argomento, autonomamente scansiona la sua base di conoscenza alla ricerca di contenuti appropriati, “comprende” i dati e risponde giustificando sia il parere favorevole sia quello sfavorevole. Il tutto utilizzando, per la domanda e la risposta, un linguaggio naturale.

Il problema del linguaggio è uno dei grossi ostacoli dell’intelligenza artificiale in quanto, normalmente i computer non sono dotati del “senso comune” che li mette in condizione di capire il reale significato delle frasi. Il sistema DeepQA di Watson sembra essere al momento il migliore sistema di comprensione della lingua parlata e scritta e, anche se il supercomputer IBM in realtà non comprende la domanda come farebbe un umano, riesce a ottenere risultati impressionanti.

Il sistema d’intelligenza artificiale implementato su Watson, infatti, scansiona la domanda raggruppando le parole e trovando le relative frasi statisticamente più rilevanti. Grazie alla sua struttura di elaborazione parallela con i suoi algoritmi scansiona simultaneamente la sua base dati di circa quindici terabyte che comprendono tutta la conoscenza umana. In base al numero di scansioni che riportano la stessa risposta, il supercomputer IBM decide che quella potrebbe essere quella esatta. Allo stesso modo è in grado di fornire pareri a favore e contro uno specifico quesito.

Al di la degli aspetti spettacolari di una simile applicazione d’intelligenza artificiale con un supercomputer che propone argomenti a favore o contro qualsiasi quesito, la tecnologia utilizzata da IBM per Watson potrebbe rivelarsi molto preziosa in molti settori. Basti pensare alle risposte cliniche in ambito oncologico con il confronto fra il DNA di un tessuto sano e di uno malato dello stesso organo con estrazione delle mutazioni. Watson sarebbe in grado di scansionare tutta la letteratura clinica trovando la specifica combinazione di mutazioni, le terapie utilizzate e i risultati ottenuti.

Un altro uso dell’intelligenza artificiale proposto da IBM lo scorso mese di febbraio si propone di aiutare i paesi in via di sviluppo a emergere, mettendo a fuoco le soluzioni per la sanità e l’istruzione. In fondo un sistema Watson, basato su un numero impressionante di Power Server IBM, potrebbe arrivare a costare meno di un milione di dollari, circa 730.000 euro, una cifra relativamente modesta in un bilancio statale.

watson

admin
  • Scrittore e Blogger
Suggerisci una modifica