Intelligenza Artificiale: Google compra DeepMind.

Nel complesso mondo dell’Intelligenza Artificiale il ventottenne Demis Hassabis, specialista in neuroscienze, progettista di giochi e, all’età di tredici anni già master di scacchi, è una figura significativa come la sua azienda, DeepMind, fondata nel 2012 insieme con Shane Legg e Mustafa Suleyman che ha raccolto nella sua breve vita finanziamenti per circa cinquanta milioni di dollari che è stata acquisita da Google per la cifra, non confermata, di circa 400 milioni di dollari.

Il lavoro di DeepMind, coperto da uno strettissimo riserbo, verte su molteplici aspetti del vasto mondo dell’intelligenza artificiale coprendo la realizzazione di algoritmi speciali per le simulazioni, i videogiochi e il commercio elettronico e molti iniziano a chiedersi, a poche ore dall’annuncio, in quale campo Larry Page, che pare abbia partecipato in prima persona alla trattativa, intenda utilizzarli per il business di Mountain View.

L’interesse di Google verso l’intelligenza artificiale, che ha visto prima l’annuncio della collaborazione con la NASA per il lancio del “Quantum Artificial Intelligence Lab” e, dopo sei mesi, l’acquisizione di Boston Dynamics, azienda americana specializzata in robotica, sembra crescere in modo costante, anche se non si capisce bene dove voglia arrivare. Alcuni osservatori credono che gli algoritmi di DeepMind potrebbero essere utilizzati per il celebre motore di ricerca, anche se non si può escludere del tutto l’utilizzo nei Google Glass o nelle Google Cars, le macchine in grado di muoversi senza un umano alla guida.

Il mistero che avvolge il lavoro degli esperti in intelligenza artificiale e di robotica potrebbe in qualche modo prevedere i nostri comportamenti nella vita reale, simulando una “risposta informatica” ai nostri desideri oppure essere, più venalmente, utilizzato per proporci prodotti e pubblicità che si avvicinano ai nostri gusti?

Sicuramente l’intelligenza artificiale del futuro più immediato è ben lontana da quella ipotizzata da tanti autori di fantascienza. Niente scenari apocalittici come in Terminator o Matrix e, purtroppo, nemmeno il robot cameriera di “Io e Caterina”, con l’indimenticabile Alberto Sordi.

caterina

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