Google Fit: è battaglia per il fitness?

Dopo Samsung con il suo SAMI, dopo Apple con HealtKit il prossimo colosso a scendere nell’arena dei dispositivi indossabili destinati al fitness e alla salute potrebbe essere Big G che, in occasione del Google I/O potrebbe presentare la sua piattaforma Google Fit. La notizia, da fonte attendibilissima ma tutta da verificare, ci giunge dalle colonne di Forbes che lascia intendere che l’annuncio ufficiale è imminente.

Il mondo del fitness, quindi, continua ad attirare i grossi nomi della tecnologia che, in forme e modi diversi vogliono mettere a disposizione di utenti e ricercatori tutti i dati e le informazioni che si riferiscono all’attività fisica delle persone. Gli approcci sono, almeno sotto il profilo tecnologico, diversi per ogni azienda. Google Fit, secondo quanto leggiamo, sarà in grado di raccogliere le informazioni inviata dai dispositivi indossabili (battito cardiaco, passi e distanza percorsa ecc.) attraverso delle API gratuite che saranno presto messe a disposizione degli sviluppatori di applicazioni. Inutile dire che anche Google Fit lavorerà sul cloud.

Mentre Big G, naturalmente, si chiude in un rigoroso riserbo, resta, fra gli osservatori il dubbio se, il prossimo 25 giugno, sarà presentata un’applicazione a se stante, magari integrata in Android Wear o si tratterà di una funzionalità inclusa nella prossima versione del sistema operativo di mobile di Google. Scorrendo il programma del Google I/O non si trovano accenni alla nuova piattaforma ma buone occasioni per introdurre Google Fit potrebbero essere le sessioni dedicate a “Android e il Cloud”, “Computer indossabili con Google” e “Progettare i dispositivi indossabili”.

In ogni caso Google Fit, Apple HealtKit e Samsung SAMI dovranno, prima di entrare ufficialmente sul mercato, risolvere il nodo della privacy poiché raccolgono una mole impressionante di dati sensibili che, prima di essere messi a disposizione della comunità scientifica, dovranno essere resi anonimi e uniformi alle direttive internazionali e nazionali.

Mentre Google Fit inizia a far parlare di se non dimentichiamo che anche Microsoft sembrerebbe interessata alla partita con un suo smartwatch in gado di raccogliere, in continuo, le informazioni sul battito cardiaco.

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