Canone Speciale RAI: chi deve pagare?

Nell’imminenza della dichiarazione dei redditi molti italiani, titolari di partita IVA ed esercenti di attività varie, hanno ricevuto per posta l’invito a pagare il Canone Speciale RAI. Gli importi da versare con l’allegato bollettino di conto corrente postale variano secondo la tipologia dell’azienda e sono interamente deducibili dal reddito d’impresa. Naturalmente andrà indicato, nella dichiarazione dei redditi, il numero del canone e la relativa ricevuta dovrà essere conservata con i documenti contabili dell’impresa.

Le norme vigenti in Italia obbligano al pagamento del Canone Speciale RAI a “chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, adatti o adattabili – quindi muniti di un sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti”. Di conseguenza se, per esempio, abbiamo collegato a un televisore il nostro impianto di video sorveglianza dell’ufficio, siamo tenuti al pagamento del Canone Speciale.

Naturalmente in tutti gli uffici esiste almeno un PC, un dispositivo che con poca spesa può essere “adattabile” alla ricezione dei programmi. Anche i monitor con ingresso HDMI, collegati a un decoder o a un videoregistratore con sintonizzatore, possono diventare a tutti gli effetti dei ricevitori di programmi televisivi ed essere soggetti al pagamento del canone speciale RAI anche se li usiamo per visualizzare filmati dimostrativi e promozionali della nostra attività.

Non sono, invece, assoggettati al pagamento del canone speciale RAI tutti gli apparecchi che non possono ricevere trasmissioni radiotelevisive e quindi i PC senza sintonizzatore e i monitor collegati, le casse acustiche e i videocitofoni. Per tutti gli altri apparecchi, basta la semplice presenza nei locali dove si svolge l’attività a far scattare, in caso di mancato pagamento e successiva visita degli ispettori, il pagamento del canone dovuto e delle relative sopratasse.

Il nuovo invio di lettere d’invito a pagare il canone speciale RAI ha provocato le immediate reazioni delle associazioni di categoria che hanno invitato i loro utenti a verificare se sono tenuti al versamento. Ricordiamo che tutti i sistemi che non utilizzano l’etere per la ricezione del segnale televisivo (Web TV, IP TV e simili) non sono tenuti al pagamento dell’imposta.

Il_cavallo_al_Palazzo_RAI

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