Safer Internet Day, Italia agli ultimi posti

In occasione del Safer Internet Day Microsoft ha presentato i dati relativi al suo indice di sicurezza, stilati sulla base di una ricerca condotta in ventisette paesi europei e mediorientali nei quali sono stati analizzati la diffusione degli strumenti di protezione e la diffusione delle attività di base necessarie a garantire la sicurezza dei propri dati e dei propri sistemi.

La classifica ci vede terzultimi con un indice di sicurezza di 39 su 100 contro una media del campione analizzato di 44 su 100 e nettamente staccati dai paesi più sicuri che sono la Slovacchia con 56 e la Finlandia con 50. A salvarci dal ruolo di fanalino di coda ci hanno pensato la Bosnia (36/100) e, per un pelo, il Montenegro (38/100).

Secondo i dati diffusi la percentuale di utenti in Italia che possiede le conoscenze pratiche e teoriche necessarie a proteggersi dagli attacchi che possono provenire dalla rete e che è realmente convinto della minaccia è estremamente bassa mentre sette italiani su cento adottano una protezione di base, ma non sanno come affrontare gli attacchi più sofisticati dei pirati informatici.

Un fronte molto caldo è rappresentato dal mondo del social network, sempre più diffuso e dove, purtroppo, sembra di capire che molto numerosi sono gli utenti che non sono consapevoli delle minacce che derivano dal social engineering che sempre più spesso riescono a svuotare le tasche degli utenti e a rubarne l’identità.

Pochissimi gli utenti che modificano le impostazioni della privacy nei siti di social network e solo tre su dieci quelli che usano regolarmente i filtri del browser o strumenti anti-phishing, mentre gli aggiornamenti dei programmi e del sistema operativo sono una pratica diffusa in meno della metà degli utenti.

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