Programmi gratis: occhio alle truffe

Molto spesso dalle pagine del nostro network dedicate a tutto quello che ha a che fare con il mondo dell’informatica e delle telecomunicazioni parliamo di programmi, spesso di giochi o piccole applicazioni, gratuite.
Purtroppo nel mondo d’internet esistono e operano anche persone che riescono a trovare la strada per mettere a segno vere e proprie truffe nei confronti degli incauti utenti che cascano nella loro rete. Il caso, balzato agli onori della cronaca, della multa milionaria che l’Antitrust ha inflitto a Estesa Limited è solo la punta di un iceberg.

Spesso sentiamo parlare o vediamo in televisione pubblicità di sfondi e suonerie per i nostri cellulari che sono spacciate per gratuite senza notare che in basso appare la scritta, piccolissima e velocissima, “servizio in abbonamento” che comporta un pagamento settimanale, scaricato direttamente dal nostro credito, di alcuni euro.
Altrettanto spesso siamo invogliati a registrarci, gratuitamente, ad alcuni siti che ci richiedono una serie d’informazioni personali molto dettagliate per offrirci la possibilità di accedere a contenuti che ci interessano. È in questi casi che dobbiamo alzare la guardia, specie se il fornitore è fuori dalla comunità europea, e diffidare e, senza farci prendere dalla frenesia dello scaricare subito, guardare con attenzione quanto siamo sottoscrivendo.
In fondo la tecnica utilizzata da Estesa Limited (con sede alle Seychelles) e per la quale la società è stata multata per un milione e quattrocento mila euro dall’Antitrust era di richiedere in fase di registrazione una serie d’informazioni personali che, apparentemente, avevano lo scopo di identificare con precisione l’utente ma che in realtà costituivano l’accettazione di un contratto di ventiquattro mesi per ricevere i servizi a pagamento.

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