Occhiali 3D: vietati ai minori?

Resta aperto il dibattito sulla tecnologia 3D soprattutto per quanto riguarda l’opportunità che anche i bambini possano fare uso degli occhialini distribuiti nelle sale cinematografiche per la visione di film tridimensionali.
Una circolare del Ministero della Salute e un parere del Consiglio Superiore della Sanità che ponevano dei limiti e delle condizioni all’uso degli occhialini necessari alla visione dei film in 3D nelle sale, avevano provocato la reazione con conseguente ricorso davanti al TAR del Lazio dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema.

Sebbene la sentenza emanata dal Tribunale Amministrativo abbia, di fatto, abbassato i limiti del divieto portandolo da sei a tre anni, il giudice, attenendosi alle raccomandazioni del Ministero della Salute ha imposto ai gestori di fornire chiare indicazioni sui modelli utilizzati, sulle loro caratteristiche e sulle modalità con le quali gli occhialini vengono sterilizzati dopo l’uso ribadendo che vi sono rischi per la salute legati all’uso di questi strumenti.
Se da un lato le associazioni dei consumatori plaudono alla sentenza e annunciano denunce nei confronti dei gestori che non forniranno adeguate informazioni al pubblico chiedendo che il divieto di uso degli occhialini ai bambini più piccoli venga esteso anche alle abitazioni private dove iniziano a fare capolino gli apparecchi 3D, di parere diverso l’ANEC che curando gli interessi dei gestori ha già annunciato appello.
Come per tutte le nuove tecnologie anche il problema degli occhialini 3D non può essere affrontato in modo scientifico per mancanza di studi prolungati nel tempo sebbene un eminente studioso, il presidente della Società Oftalmologica Italiana Matteo Piovella, abbia già affermato che questi strumenti non comportano rischi di problemi agli occhi e tanto meno comportano rischi di contagio per scarsa igiene.

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