Makers: la sfida alla crisi

La crisi mondiale che rischia di travolgere il modello economico occidentale ha, come tutti i grandi cambiamenti, un innegabile vantaggio. Per dirla con il detto popolare, “La necessità aguzza l’ingegno” e mentre le nazioni cercano di trovare il denaro per pareggiare i conti pubblici, milioni di persone nel mondo si inventano, letteralmente con le proprie mani, un nuovo futuro più roseo.

Sono i “Makers”, letteralmente coloro che fanno, un fenomeno esploso da qualche anno negli Stati Uniti e che, rapidamente, si sta espandendo anche nel vecchio continente. Il Maker è una persona che, piuttosto che abbattersi davanti alle difficoltà, cerca di trovare una soluzione ai problemi quotidiani “facendo” con le proprie mani dispositivi utili.

Le idee prendono rapidamente forma grazie a piattaforme Open Source ma soprattutto grazie alla mancanza assoluta della malizia delle multinazionali che porta il Maker a discutere la propria idea con centinaia di altre persone trovando nelle comunità on line consigli e suggerimenti che lo guidano alla soluzione del problema.

Un esempio lampante è quello della piattaforma Arduino che in pochi anni è letteralmente esplosa diventando un riferimento internazionale al punto che il nostro Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera, ha voluto incontrare l’ideatore Massimo Banzi per capire in che modo il successo avuto dal piccolo modulo elettronico possa indicare una via di ripresa per la nostra travagliata economia.

Anche il successo di Raspberry, il PC da 30 euro, che ha messo in crisi la catena di produzione e distribuzione per l’elevatissimo numero di prenotazioni ricevute è un sintomo di questa nuova voglia di fare, specie da parte dei giovani che stanno diventando i veri protagonisti di questa sfida alla crisi. Un esempio per tutti: ogni giorno sono sfornate applicazioni per smartphone e tablet, anche Made in Italy, prodotte da giovani e giovanissimi.

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