Se c’è ancora qualcuno che è convinto che Google sia solo un grosso business basato sul celebre motore di ricerca e su innovazioni e gadget, per internet farebbe bene a rivedere le sue considerazioni. Big G, infatti, è impegnato sulla ricerca in molti campi anche dove bit e byte sembrerebbero entrarci ben poco, almeno secondo la concezione che ne abbiamo se pensiamo a Internet.
La “Google Car”, precisamente una Toyota Prius ibrida, sfrutta tutta la tecnologia che il colosso di Mountain View è riuscito a mettere in pista per ottenere un veicolo intelligente in grado di muoversi nel traffico e sulle highway americane senza l’aiuto del pilota ma dotata di un potente sistema di calcolo in grado di controllare freni, acceleratore e sterzo.
Dotata di tantissimi sensori, la “Google Car” è in grado di riconoscere la distanza degli oggetti (veicoli, pedoni, ostacoli) che la circondano grazie ad un sensibile sensore LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) che, insieme con una serie di sensori GPS ad altissima precisione, riesce a ricostruire in modo fedele e rapido l’ambiente dove si muove il veicolo.
Ovviamente non potevano mancare, per completare il sistema, un software d’intelligenza artificiale basato sui dati di Google Street View, Google Maps e numero di telecamere che inviano i dati al software d’intelligenza artificiale che sostituisce il pilota. Pilota che in ogni caso può intervenire prendendo in un attimo il controllo della vettura per una frenata, una sterzata o un’accelerata.
Con il rilascio delle prime targhe speciali dello Stato del Nevada la sperimentazione esce dai laboratori e dalle piste chiuse al traffico e s’immette nel traffico delle strade reali. Ma non illudiamoci di vedere auto che vanno in giro da sole, almeno non nell’immediato. La legge del Nevada che autorizza la circolazione delle Google Car prevede che a bordo ci siano due persone. Fidarsi della tecnologia è bene, ma non fidarsi è meglio.



























