Al Salone del Libro di Torino gli editori hanno iniziato a fare i conti con le nuove realtà emergenti e soprattutto con il web la cui corsa appare ormai inarrestabile. Scomparirà per sempre la carta e le classiche librerie polverose di casa saranno sostituite dalle asettiche web farm, dove i nostri testi preferiti saranno custoditi nella “nuvola”?
Proprio in occasione dell’apertura del Salone di Torino, Big G ha annunciato il lancio sul suo negozio digitale on line, Google Play, della sezione dedicata ai libri digitali in Italiano con migliaia di libri, anche gratuiti, fra cui spiccano la Divina Commedia e la Vita Nova (entrambi gratuiti) ma anche titoli di scottante attualità, come il famoso “Gomorra” di Roberto Saviano o thriller appassionanti come quelli di Dan Brown.
Sicuramente, nell’era degli smartphone e dei tablet, l’offerta di Google che include l’offerta di grossi nomi dell’editoria, rischia di sostituire le librerie dove trascorrere i lunghi e interminabili pomeriggi invernali, cercando, sfogliando e, molto spesso, chiacchierando con il libraio che, conoscendoci, ci consigliava le letture più adatte.
Forse sarà proprio questa figura, già in via d’inarrestabile estinzione, quella che potrebbe mancare ai giovani che potrebbero aggirarsi senza meta fra la vastissima offerta di Google Play. Fortunatamente, per la nostra cultura e per quella dei giovani, la scelta coraggiosa di Google di mettere fra i titoli gratuiti i grandi nomi della letteratura classica italiana (Dante, Pirandello, Boccaccio, Galileo, Verga) potrebbe invogliare i nostri ragazzi alla lettura e, magari all’acquisto dell’edizione cartacea del testo scoperto al di fuori dei banchi scolastici.
L’editoria classica, che negli ultimi cinque anni ha accusato perdite di mercato per circa mezzo miliardo di euro, dovrà fare i conti con questa nuova realtà meno tradizionale ma molto più coinvolgente. Un’occhiata ai commenti entusiastici di tanti ragazzi alla parte, scolasticamente parlando, più ostica del capolavoro di Dante Alighieri la dice lunga sull’impatto che questa nuova forma di lettura può avere sulle abitudini dei giovani.



























