“Drive” l’anti iCloud di Google

Secondo la saggezza dei popoli l’attesa aumenta il piacere. Dopo anni di voci di corridoio, smentite e conferme finalmente “Drive”, il servizio di archiviazione e condivisione sul cloud targato Big G è in procinto di sbarcare sul web ed entrare in concorrenza con iCloud di Apple, Dropbox, Sugarsync, SkyDrive di Microsoft e molti altri.

Per premiare i suoi utenti che hanno atteso anni per il servizio di cloud storage, Google offrirà ben cinque Gigabyte di spazio gratuito, anche se, come la concorrenza e come fa già per il suo servizio di archiviazione d’immagini Picasa, l’offerta a pagamento di ulteriore spazio è ovvia.

Già da tempo, sia dalle applicazioni Google, sia con applicazioni di terze parti, gli utenti di mail erano abituati a utilizzare lo storage della posta elettronica come una specie di disco nel cloud e proprio dall’integrazione con gli altri servizi offerti da Mountain View (Google Docs, Picasa) potrebbe venire quel “quid” che potrebbe far pendere la bilancia a favore di Google Drive.

Giunti sulla dirittura di arrivo si profila come sarà il nuovo servizio, basato principalmente su una applicazione Web e su una app per Windows Desktop, MAC, Android e iOS. Dall’elenco dei sistemi operativi supportati manca Windows Phone (che conta sul suo SkyDrive da cinque GB) e, stranamente, Linux per il quale la comunità di sviluppatori open source si spera si metta presto al lavoro.

Come per la concorrenza, ogni macchina connessa al servizio avrà i dati locali sincronizzati a quelli della nuvola in modo che eventuali modifiche fatte da qualsiasi posizione e da qualsiasi postazione sia immediatamente disponibile su tutti gli altri device.

“Drive” l’anti iCloud di Google


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