Antivirus per Android: aria di polemica



Uno degli assunti, dato per scontato dai fan del pinguino, è che Linux e i suoi derivati non abbiano bisogno, contrariamente ad altri sistemi operativi, di un sistema antivirus per la protezione dei dati. Come tutti sanno Android, in fondo, è un fork di Linux, una distribuzione che in alcuni punti si è separata dal sistema originale per prendere la propria strada.

Quindi anche Android non ha bisogno di nessun sistema antivirus e, addirittura, Chris DiBona, open – source programs manager di Google, attraverso Google + non ha avuto peli sulla lingua definendo “charlatans and scammers” chi propone sistemi antivirus per Android arrivando a invitare a vergognarsi del proprio operato chiunque lavori in un’azienda che vende sistemi antivirus per Android, iOS e RIM. In buona sostanza DiBona sostiene che i sistemi operativi per device mobili, almeno i tre citati nel suo post, sono sufficientemente sicuri e che l’utilizzo della sandbox offra una buona sicurezza in materia d’isolamento fra il codice in esecuzione e le risorse del sistema. Di tutt’altro parere Kaspersky che sostiene che l’assunto di DiBona sarà forse valido per iOS e RIM ma per quanto riguarda Android le minacce da virus informatici aumentano in modo abbastanza sensibile. Secondo Mikko Hypponen di F-Secure, invece, la questione deve essere analizzata da un altro punto di vista, in altre parole da un’eventuale protezione da minacce malware inserita in una suite per la protezione complessiva del dispositivo, che includa un antifurto, un controllo degli accessi dei minori e strumenti di Backup del sistema. All’incirca la stessa strada seguita da Symantec e McAfee che, oltre a dimostrare reali minacce per la sicurezza dei telefonini, hanno affrontato il problema con suite complete. Uno smartphone, sia Android, sia iOS, sia RIM, necessita di protezione dei dati da accessi da remoto non autorizzati e di un backup pianificato. Aggiungerci una protezione contro i malware che male fa?