Android tv box: ma cosa sono?

Iniziano a circolare in rete offerte, anche strepitose, di strani oggetti definiti, molto spesso a torto, Google TV ma che in sostanza, nella maggior parte dei casi, sono dei box, più o meno interattivi, che, grazie a un collegamento internet danno la possibilità di navigare, e di usufruire sul televisore di casa dei contenuti multimediali sia del Web sia personali, memorizzati su una SD card.

Un modello interessante è stato presentato da HAMA all’IFA di Berlino 2011, che consente di navigare sul web, chattare, modificare documenti, ascoltare la musica, guardare le foto, video, giocare; insomma tutte le funzioni tipiche di un device con il sistema operativo Android 2.2, con due Gb di memoria flash. Il processore è un Samsung Cortex A8 da 1 Ghz ed è facilmente collegabile al televisore di casa tramite presa HDMI, mentre la connettività è garantita dal wi-fi e dal bluetooth. Nel TV box è anche installata una suite di Office e una serie di widget che comunque potrà essere incrementata tramite quelli dell’Android Market scaricabili direttamente o tramite una penna USB collegata a una delle porte presenti. Immancabile il telecomando (un altro da aggiungere a quelli già usati). Il tutto a poco meno di 200 euro. Ma il problema vero non è l’hardware che la moderna tecnologia può realizzare a basso costo e nemmeno il software, che con le ultime versioni di Android è già bello che pronto. L’ostacolo da affrontare sono i contenuti specifici, penso alle applicazioni e ai widget ma anche ai giochi, da adattare alla risoluzione dello schermo TV o da creare appositamente. E soprattutto il modo in cui le emittenti televisive affronteranno il problema: sarà necessario creare palinsesti televisivi interattivi e tematici che diano la possibilità all’utente di scegliere cosa vedere. Quello che succede con la TV satellitare e che era la promessa non ancora esaudita del Digitale Terrestre.
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